Sky Atlantic: parte la terza stagione di House of Cards

| 27 febbraio 2015 | 0 Comments

Sky Atlantic: parte la terza stagione di House of Cards

A mezzanotte finisce la pericolosa astinenza: su Sky Atlantic, in contemporanea con gli Usa, parte la terza stagione di House of Cards (mentre la prima è ora visibile su Cielo), serie tv sugli intrighi del potere americano che crea dipendenza diffusa. Stanotte i primi due episodi in lingua originale sottotitolata, poi da mercoledì s’inizia in italiano. Nella produzione Netflix tornano le trame oscure di Frank Underwood, personaggio reso grande da Kevin Spacey: crudele come Iago, si è fatto presidente calpestando amici e nemici. In otto parole, non scontate, ecco perché è il caso di dargli retta ancora per un po’.

Succulente quelle di maiale, Frank le addenta di mattina. Vorace, come quando azzanna i nemici, anche se nella seconda stagione il boccone poteva andare di traverso a tutti. Ma non è la sola umana debolezza: alla console, il politico spietato diventa un bambinone. Perché, in fondo, la politica è soltanto un terribile (video)gioco.

SChi spoilera, spiffera in anticipo, rischia grosso. La regola vale anche per il fan numero uno: «No spoiler, please», twittava un anno fa Barack Obama. Quest’anno per una manciata di minuti tutti i 13 nuovi episodi della terza stagione sono stati visibili su Netflix: errore maldestro o marketing sopraffino?

Underwood ha piantato le tende nella Stanza Ovale, anche se nessuno lo ha eletto (deja vu?). Difficilmente lascerà le chiavi e già si intravedono nuove matasse da sbrogliare: tra lobbisti e finanziatori occulti, in passato siamo andati vicini alla crisi diplomatica con la Cina.

«La democrazia è così sopravvalutata…», sbuffa il futuro presidente del Paese che dovrebbe custodirla nel mondo. Dietro le quinte di Washington, può regnare il terrore come in Siria. 1% Davanti a questa valle di cinismo, meglio fidarsi del buon Bill Clinton: «Il 99% delle cose in quella fiction sono vere…». Ci resta un 1% per sperare in un mondo migliore.

Che non c’è. Per mancanza di spazio. La vita di Frank e della moglie Claire, suo alter ego femminile col volto di porcellana di Robin Wright, è riempita per intero da un’ambizione. E la vendetta non cederà mai al sentimento.

Politologi illustri si arrovellano: se Dobbs l’ha creato conservatore, perché in tv quest’essere spregevole è un democratico? I liberal non tengono più alta l’asticella morale perché il potere corrode. Divora anche a sinistra.

Seduce mentre ci guarda negli occhi, ma poi spiazza: «La prossimità al potere crea in alcuni l’illusione di esercitarlo». E, allora, come sempre, ha ragione lui: troppo spesso ci illudiamo di contare qualcosa. Ci pensiamo migliori, ma c’è un po’ di Frank anche nel più puro di noi.

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Category: Sky TV

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